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Il fenomeno non è completamente figlio dei tempi moderni e noi donne ce n’eravamo accorte anche già dalla durata dei nostri collants rispetto a quelli delle nonne.  (Io però ho scoperto il segreto da poco…Prima pensavo fosse a causa del fatto che loro, le nonne, non andavano a duemila come noi donne oggi, corri qui corri lì come pazze e alla terza pipì di corsa, ce le infili per forza le dita dentro le calze per sbrigarti, anche un po’ per rabbia, no no no. Sembra proprio che le calze di nylon, lanciate 70 anni fa, fossero troppo resistenti e si smagliassero raramente, così la loro composizione fu modificata per renderle molto più fragili… E così ora che lo so posso rimuovere anche questo ennesimo senso di colpa evviva…;-)

Ai tedeschi sempre attenti e pignoli però, (ma non credo si siano occupati mai della precarietà moderna dei collants, probabilmente per una questione tecnica…me li immagino a provarli e riprovarli, magari di pizzo o a rete… :-), l’aumento della tendenza nel settore tecnologico, ha dato motivo di specifiche ulteriori indagini, fintanto da portarli a smascherare una delle truffe più grandi del secolo, denominata obsolescenza programmata. 

E neanche questo è poi così moderno, perché ‘obsolèscere’ è già verbo latino con significato di ‘logorarsi‘, ‘cadere in disuso‘. Niente di nuovo insomma.

Sto parlando chiaramente della pratica poco etica, messa in atto dalle fabbriche di elettrodomestici per vendere più prodotti ed evitare così la saturazione del mercato.

Appena scade la garanzia, l’apparecchio inizia a fare i capricci.

Strani ronzii, perdite d’acqua, meno efficienza in generale…Finchè quel giorno che vai proprio di corsa e l’ultima cosa che pensi di fare sia di dover andare a ricomprare l’aspirapolvere o perlomeno portarlo a riparare…ZAC!!!…o meglio PUFF!!!… anzi era più PAFF! si, proprio PAAAFFF!!! mentre una vistosa scintilla illumina a giorno la zona motore. E fine dell’aspirapolvere. E pure tua, in quel momento. In senso lato chiaramente.

Ma anche nel senso che, essendo quel caro strumento tecnologico, per il mio ménage quotidiano, un elemento indispensabile a causa di svariate allergie in famiglia, sono obbligata a cambiare di colpo la rotta della giornata per sopperire all’improvvisa gravissima perdita :-). 

La garanzia è scaduta a novembre chiaramente.

All’accusa dei lungimiranti studiosi teutonici, sembra che i produttori chiamati in causa, abbiano replicato negando qualsiasi responsabilità preterintenzionale, motivando in loro difesa come la faccenda sia solo controproducente per le aziende dal momento che un elettrodomestico che si rompe troppo frequentemente non è mai una buona garanzia per la marca stessa.

Il target più sveglio, forse, non lo ricompra uguale.

Io che invece, purtroppo, lo rivoglio proprio uguale-proprio quello-aaaahhh come mi trovavo bene con quello-rivoglio assolutamente queeellooo!!!, devo far parte del target più scemo, quello ‘boccone’ per dirla alla romana. Il cliente insomma, che pensano di far passare per cretino…(e ci riescono benissimo…!!!).

Ma stavolta gli è andata male. Andavo troppo di fretta. Ho imboccato nel primo grande centro di elettrodomestici che avevo vicino casa ed ho cercato nell’offerta più vantaggiosa il primo aspirapolvere simile al mio che ho trovato. Ed era di un’altra marca e anche più economico per l’offerta!!!

Poi, certo, quando la cassiera mi ha porto lo scontrino dicendomi: “Mi raccomando lo tenga da parte per la garanzia che dura due anni!”, avrei voluto rimetterlo subito  a posto ordinato per benino sul suo scaffale ed andarmene a comprare una bella scopa lucida lucida con paletta. Magari con manico che è più comoda.

Perché quella frase ha risuonato dentro di me non come un valore aggiunto del mio nuovo apparecchio ma come una specie di scadenza. Come un avvertimento.

E già me lo immagino che ri-accadrà proprio nel mese più economicamente difficile dell’anno, anzi a tre quarti del mese più pesante, quando quei 90 euro non spesi per forza mi avrebbero aiutata a dormire un po’ più serena almeno ancora per un paio di notti. Ma almeno eravamo al 30 del mese a quel punto, era quasi finito!

Ma ci penserò quando sarà e magari, se riesco a farci proprio caso, scriverò subito agli ‘amici’ nordici per confermare loro la modernissima teoria dell’involuzione degli elettrodomestici, contro la quale nessuno avrà fatto ancora nulla.

Così magari qualcuno finalmente ci risponderà che questo è il futuro e che anche noi ormai siamo ‘obsoleti’ se non ci adattiamo… 😉

Per questa volta, intanto, mi è andata bene e mi sono salvata dal deficit personale usufruendo del ‘fondo donne abbandonate con figlio a carico’.

E’ un piccolo sussidio a tempo determinato causa necessità urgenti, creato da quel grandissimo uomo illuminato che un giorno andando via, disse. “La vita è una sola“.

E intendeva la SUA chiaramente.

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