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“La tendenza a giudicare gli altri è la più grande barriera alla comunicazione e alla comprensione”.  Carl Rogers

La scorsa settimana, mentre mi accingevo ad uscire di casa per alcune commissioni importanti, d’improvviso mi accorgo che non ho luce. Presa dagli ultimi preparativi non dò importanza alla faccenda e continuo a mettere insieme i pensieri su ciò che mi sarebbe servito una volta uscita per sbrigare le mie faccende, dando la responsabilità dell’assenza di corrente ai rumorosi lavori stradali, che dalle 8 erano iniziati proprio davanti al portone di casa.

Di lì a due minuti però, sento bussare alla porta (niente corrente, niente campanello!) ed era il portiere con una raccomandata, che, sorpreso, mi chiede come mai questo campanello faccia sempre i capricci…

“Ma sono senza luce quali capricci”, gli rispondo anche un po’ scocciata, “Lo sarà tutto il palazzo no…?”

“No.” Mi risponde ridendo, “Lo vedi che per le scale, c’è?”

“Ah…e come mai…?” gli chiedo leggermente stizzita a quel punto…”Solo io…?”

“E che ne so…”, mi risponde lui, “non hai pagato la bolletta…?” E ride ancora.

Rimango pietrificata con la faccia di chi non ha trovato affatto divertente la sua battuta e lui se ne accorge, così me lo richiede…”L’hai pagata o no ‘sta bolletta…?

Parla un ottimo romanesco questo giovane ragazzo filippino di un metro e novanta di altezza, tutto unico nel suo genere…e sa fare benissimo il suo mestiere evidentemente, visto come arriva diretto al punto.

Per farla breve NO, la bolletta non l’avevo pagata, l’avevo dimenticata, diciamo così, ed era scaduta da prima di Natale, quindi i cari signori della ditta erogatrice han visto bene di abbassare la potenza del mio contatore in modo che io potessi sopravvivere al buio totale con il solo uso di qualche lumino meno pretenzioso…Che è sempre meglio del ‘moccolo’ che cola cera per tutta casa per carità, evviva il progresso! ma per le trenta volte che sono andata a riattaccalo, che come accendevo mezza cosa in più risaltava, l’energia che ho consumato…a me…chi la rimborsa;-)?

Assolto il mio debito velocemente, ristabilitasi la situazione solo in tarda serata, la morale dell’aneddoto è stata che nel corso della giornata, il ‘nostro caro amico’, non ha potuto fare a meno di raccontare a tutti gli inquilini del palazzo che incontrava (e un portiere che si rispetti, ne incontra sempre tanti e se non li incontra li va a cercare…:-), la mia piccola vicissitudine e quando anch’io, quel giorno forse più frequentemente di lui, ne incontravo qualcuno, per aver usato le scale così assiduamente per scendere al contatore, leggevo nei loro occhi un sentimento indefinito (ma fastidiosissimo) tra la pietà e la ‘condanna’…

Ma siamo matti? Son cose che possono capitare…!!!

E il punto infatti è proprio questo. Siamo un paese di pettegoli e poi di presuntuosi…che si arrogano sempre il diritto di sapere tutto e soprattutto di sentirsi migliori del resto del mondo. A cominciare dal vicino di casa. (Ma è ancora peggio quando iniziamo dal vicino ‘di letto’…;-)

Ora la faccenda della corrente è stata solo una scusa introduttiva ed emblematica tanto per dire, quello che succede nel mondo in questo momento dovrebbe portare i pensieri e le preoccupazioni in ambiti ben più importanti ma…niente. Si rimane comunque bloccati in mentalità ristrette e meschine, quasi come se veramente ciò che accade fuori dal ‘condominio’ non ci interessi finchè non ci tocchi direttamente.

Come dice Rogers all’inizio del mio articolo, la tendenza a giudicare gli altri crea una grande barriera che limita la comunicazione e la comprensione e questo accade in ogni settore sociale a partire dal micro mondo familiare fino ad arrivare agli estremismi che amplificano all’ennesima potenza ciò che succede di continuo in piccolo ovunque.

Ognuno di noi lo fa in continuazione…giudica, condanna, alza barriere… Si conosce qualcuno e già si pensa di poterlo inquadrare in un cliché predefinito, solo perché da alcuni atteggiamenti potrebbe ricondurre a qualcosa che si è già visto, o vissuto o persino solamente sentito raccontare.

Tutta la nostra vita e l’esperienza che facciamo ci riconduce con questo atteggiamento ad una falsa saggezza, che invece non è altro che una semplificazione al minimo di tutto ciò che abbiamo imparato, dal momento in cui, giudicando chiunque o qualsiasi situazione, non facciamo altro che costruire barriere verso la vera comprensione delle persone e delle cose, intese come opportunità per crescere e diventare persone più mature e, direi proprio, più evolute.

E la colpa di questa nostra arretratezza mentale purtroppo va data alla ‘paura’.

La paura per chi o cosa non conosciamo ci fa alzare muri.

La paura di non essere all’altezza.

La paura del confronto e del dover constatare di essere meno di ciò che credevamo nel nostro ‘grosso ego’.

La paura di fallire.

La paura di soffrire.

Di consumare più energie di ciò che avevamo previsto.

La paura di dover dare più di quanto si pensi si possa ricevere.

Tutto ciò a livello sociale, crea quel sentimento di omertà e di rinuncia che mio figlio in questi giorni, dopo i drammatici avvenimenti di Parigi, contesta e che per la sua giovane età vorrebbe combattere e sconfiggere con un fucile in mano, perché la vede come unica soluzione.

Urlando anche lui a squarciagola di essere Charlie.

Ma glielo sto dicendo da 16 anni di non dimenticare mai chi è…

E non è Charlie. Non lo è mai stato. Lui è Simone.

Ma può combattere accanto a ‘Charlie’, può dispiacersi per Charlie, disperarsi e impegnarsi per cambiare il mondo di Charlie.

Che è il mondo di tutti noi ormai, non vi è più dubbio.

Il mondo in cui per dire qualcosa o per farti notare devi strillare, offendere, dichiararti senza alcuna fede, anzi al di sopra, ‘superiore’ a qualsiasi credo e non solo religioso perché la mancanza di rispetto di alcune vignette di Hebdo palesano proprio totale noncuranza e irriverenza dell’anima umana e delle sue fragilità.

E quanta gente ogni giorno fa della propria vita delle vignette oscene. Pensiamoci, basta pochissimo a volte, guardando certe persone come si comportano, per inorridire come mentre guardiamo la vignetta di Hebdo di Gesù con il triangolo dello Spirito Santo infilato su per il culetto..

“Ma che fucile…”, ho risposto a mio figlio.

“Ma che guerra…Ma che ammazziamoli tutti ‘sti bastardi…”

Cominciamo da noi…Abbassiamo le barriere.

Recuperiamo la dignità e il coraggio di veri uomini che nessuno ormai sa più insegnare nemmeno ai propri figli.

Riabilitiamo l’onestà come valore di vita.

Cominciamo a comunicare veramente, piuttosto che per sintesi attraverso TVB, LOL, OMG, WTF, IMHO, BB…o per frasi fatte o aforismi di altri.

Studia. Impara dal passato gli errori da non ripetere, renditi veramente utile con la tua competenza non con l’irruenza e la violenza…”

Mi ha guardata basito come quando un paio di anni fa gli dicevo che il sabato sera non poteva rientrare a casa assolutamente più tardi di mezzanotte…un po’ a dire…’Ma che mi hai scambiato per Cenerentola…?’

“Ecco, (parola che ultimamente mi ricorda piacevolmente la sensazione che si ha dopo aver abbassato le barriere della comunicazione…) come al solito mi guardi come avessi detto l’amenità del secolo…

Immagina un mondo senza “luce”, come stavamo tu ed io la scorsa settimana.

“Che tristezza”, fa subito.

“Bravo, però immagina che il buio non sia causato da ‘un’Apocalisse’ ma dall’ottusità degli uomini. Gli uomini che smettono di produrre energia vitale perché accecati dal potere…Gli uomini che smettono di amare…

“Ma non succederà mai…!”, ribatte pronto.

“Sei sicuro?

E l’intolleranza? L’odio? Le guerre? La ‘caccia’ al potere? Chiediti dove ci porterà tutto questo prima o poi se non facciamo qualcosa subito… E’ giunta l’ora in cui invece di ‘assecondare’ dobbiamo riuscire ad andare ‘contro’…proprio contro l’intolleranza, l’odio, la guerra e la smania di potere che al momento sembrano la ‘scusa’ migliore per renderci tutti schiavi del nulla…Schiavi e infelici. Al buio! ”

Ora forse ha capito. Stavolta mi guarda impaurito ma non vinto.

E’ lui il figlio di questa epoca, lui sa meglio di me forse, contro cosa e come dovrà combattere.

E al momento, l’unica arma che ha è la ‘luce’ del suo cuore.

Che spero non spenga mai.

“Istruitevi, perché avremo bisogno di tutta la nostra intelligenza.
Agitatevi, perché avremo bisogno di tutto il nostro entusiasmo.
Organizzatevi, perché avremo bisogno di tutta la nostra forza.”
Antonio Gramsci

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