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Ci sei caduto di nuovo?

Hai letto le prime tre parole del titolo 7-step per ed eccoti qui, pronto ad ‘imparare‘ rapidamente in 7 mosse (per di più semplici!), come fare per…essere finalmente felice…?

Hai letto bene? C’è scritto sette passi per liberarsi da tutti i 7-STEP per sempre ma aggiungo subito anche da: i 10 modi per, gli 8 motivi validi per, le 15 cose che, gli 8 segnali da, le 7 abitudini buone o cattive daevitare, imparare, tener presente, non dimenticare, rimuovere, ricordare, abbandonare………Ti ricorda nulla?

Sono gli incipit di numerosi articoli che tutti noi ogni giorno troviamo ormai inevitabilmente (o inesorabilmente) in qualsiasi fonte di informazione nazionale e internazionale e che, così sembra, non possiamo più fare a meno di leggere e prendere in considerazione con grande interesse.

Veramente non ne puoi più fare a meno ?

Quando hai un problema da risolvere o un dubbio ti precipiti alla ricerca dei 10 modi pratici e veloci per risolverlo?

Bene! Allora questo post fa per te, perché proprio qui ti svelerò le trappole e le inutilità dei suddetti articoli ma anche come a volte la loro superficialità possa danneggiare chiunque li legga, se male interpretati.

Ti avviso che il mio articolo, al contrario, sarà abbastanza lungo perché per dimostrarti che 7 semplici passi non ti saranno mai sufficienti per capire veramente come va il mondo e la tua vita, ci vuole tempo, tutto il tempo che meriti, perché la tua vita è importante e non si può semplificare in 10 mosse.

Ma so che ce la farai, perché la tua curiosità è la stessa che le altre volte ti ha spinto a cercare le dieci risposte fondamentali per quel determinato argomento che ti premeva tanto… Quindi ora mettiti comodo e seguimi!

Vi fu sempre nel mondo assai più di quanto gli uomini potessero vedere quando andavano lenti,                                                                       figuriamoci se lo potranno vedere andando veloci.”

(J.Ruskin)”

Ci sei…?

Allora iniziamo!

1) Il primo passo da fare, inevitabilmente, è ammettere con tutta onestà che la nostra vita è una corsa continua contro il tempo.

Devi ammetterlo, il tempo non ti basta mai per far tutto.

Ti alzi la mattina grintoso chiedendoti se oggi sarai più “gazzella o leone” e a fine giornata, facendo il punto, riesci solo a constatare che si, in effetti ad inizio giornata hai cominciato a correre, come consigliava vivamente quel noto proverbio africano ma ad un certo punto non solo hai dimenticato quale dei due animali fossi ma hai quasi del tutto archiviato di respirare, riflettere, centrarti, sorprenderti, meravigliarti…

Hai dimenticato te stesso e le tue necessità primarie insomma. E questo solo nei giorni buoni, perché nei giorni no, invece, hai dimenticato anche di passare a prendere in lavanderia il vestito del tuo compagno/a per la riunione del giorno dopo, o i pannolini per il bambino, il caffè in cialde al negozio o di pagare la bolletta scaduta da un pezzo…Ma non finisce qui, perché nei giorni in assoluto peggiori, hai dimenticato la recita del piccolino che ci teneva tanto andassi a vederlo vestito da girasole o la prima partita del torneo dove ha fatto tre goal ma tu non li ha potuti vedere…

Nella tua unica pausa poi, quella del pranzo, se non sei con i colleghi a chiacchierare del più e del meno, ti ritrovi a mangiare il tuo panino davanti al computer e per distrarti un po’ dal lavoro e tenerti allo stesso tempo aggiornato, inizi a leggere le news delle tue testate online preferite… Prima la cronaca, poi la politica (o viceversa), poi lo sport…infine cultura, attualità, gossip…

Ed ecco che improvvisamente, pur sapendo che il tuo break tra 10 minuti terminerà, rimani catturato da un titolo interessante…Come cambiare la tua vita in 10 mosse. Oppure, 10 passi per sopravvivere al rapporto di coppia/ 8 regole per rendere felice il tuo partner a letto/ 8 motivi per cui baciare fa bene alla salute. E poi 12 consigli Montessori per crescere i propri figli/ 10 consigli per crescere bambini felici/ 10 regole per comunicare con il figlio adolescente. Ma anche 5 modi per aumentare la nostra produttività, 7 cose dei mirtilli che probabilmente non sapevate, 5 motivi per cui il sesso è migliore a 50 anni, 5 cose da fare a stomaco vuoto/10 regole per eliminare il superfluo (e vivere felici)/ 5 modi per imparare a respirare(?) 

BASTAAAAAAAAAAAAAAA!!!!!

Disgustato come me? Appunto.

Intanto, parliamoci chiaro e probabilmente già lo sai, lo stile del titolo di questi articoli è quello del persuasive copywriting (copywright persuasivo) cioè, come scrive nel suo libro “Scrivere per il web 2.0”, il web editor Alessandro Scuratti, una particolare tecnica di scrittura che mira a creare testi o contenuti web che attirino l’attenzione dei lettori. E’ un tipo di scrittura persuasiva molto usata in àmbito commerciale, sia online che offline, che cerca di far leva sulle emozioni delle persone, con l’obiettivo di rendere più attraente ai loro occhi un prodotto o un servizio.”

La scrittura persuasiva“, continua Scuratti, “non va intesa come un mezzo per forzare le vendite. In effetti, scrivere per persuadere significa semplicemente presentare un prodotto o un servizio in modo dettagliato e trasparente. Quindi, il compito del persuasive copywriting è quello di valorizzare un bene, presentandolo al meglio ed evidenziando il fatto che potrebbe risolvere uno specifico problema all’eventuale compratore.

Insomma: il copywriting persuasivo è qualcosa di assolutamente onesto e legittimo. Niente in comune con l’ingannare degli sprovveduti, si tratta semplicemente di evidenziare le qualità di un prodotto, affinché un potenziale compratore le apprezzi e si renda conto che quel prodotto ha qualità oggettive e gli può essere utile.”

BECCATO! In pieno: TU hai poco tempo per ‘acculturarti’ al meglio su ciò che all’occorrenza può interessarti, loro (gli autori, i giornali, i ‘tecnici’ che decidono di far da maestri insomma), molto onestamente e legittimamente sanno come convincerti a credere di poter risolvere le tue questioni in poche semplici mosse!

 

2) Il secondo passo da fare a questo punto, avendo compreso che qualcuno ti sta ‘vendendo’ qualcosa, che siano idee personali o competenze valide, proprio mentre tu hai pochissimo tempo da perdere, (perché tu hai sempre poco tempo per tutto, ricordi…?), devi assolutamente analizzare l’affidabilità dei contenuti degli articoli ma soprattutto dei loro autori.

Ora, lungi da me il questionare su chi sia in grado o meno di scrivere o esprimere concetti e opinioni affidabili, perché sai bene anche tu che l’esperienza e la competenza umana ci aprono ogni giorno alla scoperta di nuovi e impensati orizzonti ma…proprio per questo, prima di far ‘tuoi’ certi consigli scritti con cotanta perentorietà, dai un’occhiata all’autore, alla fonte, alla testata giornalistica e chiediti: da dove viene la ‘predica’?

 

“Se fra voi c’è qualcuno che si sente abbastanza matto da voler diventare scrittore, gli consiglio va’ avanti, sputa in un occhio al sole, schiaccia quei tasti, è la migliore pazzia che possa esserci.

I secoli chiedono aiuto, la specie aspira spasmodicamente alla luce, e all’azzardo, e alle risate.

Regalateglieli.

Ci sono abbastanza parole per noi tutti.” 

Charles Bukowski

 

 

3) Terzo passo. Supponiamo che tu ritenga attendibile e affidabile la fonte, cioè l’autore e decida di fidarti prendendo per buoni i consigli che elargisce.

Mi dispiace per te. Ecco.

O meglio, ti faccio una domanda: perché?

Per carità, esiste tanta brava gente nel mondo che sente nel profondo, come una missione, quella di aiutare il prossimo e di migliorargli la vita ma chi è veramente saggio, esperto ed erudito mai e poi mai si permetterebbe di semplificare un concetto o una problematica esistenziale a 5-6-7-8-10 passi, non ti pare? Perché ognuno di noi ha la propria storia e una propria visione delle cose.

Una ‘visione’ appunto, quasi come un’oasi nel deserto, con profumi, colori e sensazioni diverse e la riduzione a ‘semplici’, veloci, pratici consigli per affrontarla, non fa che omologare tutti noi tristemente, in un insieme infinito di ingenui e incapaci esseri non pensanti. In geometria, un qualsiasi gruppo A.

Non ci credi?

Ti farò un esempio allora.

La settimana scorsa leggevo su un noto quotidiano e aggregatore statunitense online (uno dei siti più seguiti del mondo, numero uno della classifica Technorati, che vanta una media di interventi pari a circa un milione al mese e tremila blogger permanenti reclutati tra personaggi politici e dell’informazione), un articolo nella categoria La vita com’è, intitolato Le 7 abitudini degli infelici cronici.

E già il titolo mi aveva lasciata perplessa. Decido quindi di avventurarmi nella lettura. Do’ un’occhiata all’autore, è una donna, è una blogger, life coach, speaker e scrittrice. Non è psicologa ma cita alcune pagine dello Psychology Today americano, dove una ricercatrice dell’Università della California sostiene che ognuno di noi ha il 40% della propria capacità di essere felice entro il proprio raggio d’azione (ma pensa che scoperta). E questo lo sapevamo già anche noi.

Crescendo impari che la felicità e’ fatta di cose piccole…E impari ad avere, nel cassetto e nel cuore, sogni piccoli ma preziosi. P.Coelho

Ma continuo a leggere, più che altro ora incuriosita dalla banalità introduttiva. Voglio proprio vedere dove va a finire. E trovo: ‘La differenza tra una vita felice e una infelice sta nel quanto spesso e quanto a lungo ci restiamo.’

Ma dai…?

Poi, leggermente basita, leggo le 7 abitudini di quelli che lei definisce gli infelici cronici:

1)Pensano che la vita sia dura; 2) Non si fidano degli altri; 3) Sono pessimisti; 4) Fanno paragoni e sono invidiosi; 5) Cercano di avere tutto sotto controllo; 6) Pensano al futuro con timore e preoccupazione; 7) Spettegolano e si lamentano.

Il post termina poi così:

‘La gente felice vive nel presente e sogna il futuro. Le loro vibrazioni positive si avvertono dall’altro capo della stanza. È entusiasta di qualcosa a cui sta lavorando, grata di ciò che ha, e sogna ciò che la vita potrebbe portargli.

Cammina, cadi, rialzati, ripeti daccapo. È il momento in cui ti rialzi a fare la differenza.’

Ora ti farò una domanda: quante volte ti sei sentito così? E quante il contrario, di così? Ti stai chiedendo: così come? Felice? infelice? Timoroso? Preoccupato? pessimista? Invidioso? Lamentoso?

Fa lo stesso. Voglio solo sapere quante volte ognuno di noi e per quanto a lungo ha fatto parte del gruppo I (Infelici)

Tante? Lo so, capita anche a me.

Spesso ma per poco? Si, anch’io.

Raramente ma per un lungo periodo? Purtroppo anche questo mi è capitato, è stato il periodo più brutto e difficile della mia vita.

Ma l’articolo parla di infelici cronici…

Ah si…?

Allora sono proprio sicura ora, che quel post è inutile, inaffidabile, generalizzante e fuorviante dai problemi reali che un qualsiasi infelice potrebbe avere.

Ma soprattutto, è pericoloso.

 

4) Quarto passo. Impara a distinguere.

“THE GLOBAL Crisis of Depression: The Low of the 21st Century?”: il titolo del summit dedicato alla depressione, organizzato a Londra a Kings Place dal settimanale The Economist il 25 novembre, lascia poco spazio all’immaginazione. Che la crisi globale della depressione sia il vero mostro del 21esimo secolo? Per rispondere alla domanda e soprattutto capire quale sia la strada giusta da percorrere per aiutare i 350milioni di persone che nel mondo soffrono di questa ostica malattia, 170 tra leader politici, imprenditori, accademici, operatori sociali, psicologi, pazienti e medici si sono dati appuntamento a Londra.

Secondo la World Health Organisation, la depressione al momento è la prima causa al mondo di disabilità e provoca, stando a un rapporto della Commissione europea, il 7% delle morti premature in Europa (un paziente ha un’aspettativa di vita di 20 anni in meno). Al vecchio continente costa 92 miliardi l’anno (studio J. Olesen pubblicato su Neurology).

La depressione ha conseguenze gravi su famiglia ed economia. Se hai il cancro ricevi un certo tipo di assistenza: perché se hai una malattia mentale no?”, si chiede l’ex ministro inglese Norman Lamb. “Curarla costa poco”, aggiunge, “per avere un termine di paragone, un sesto di quello che costa trattare la schizofrenia: perché allora farla diventare una malattia cronica? Altro problema, poi, è lo stigma: è questo che dobbiamo eliminare. I lavoratori non devono vergognarsi. Né avere paura di perdere il posto dopo aver detto di essere malati, come accadeva un tempo”. Anche perché la depressione non è misurabile come il diabete ed è difficile far capire alle persone quanto è doloroso e grande il tuo malessere interiore.

Sue Baker, direttore di Time to Change, il principale progetto inglese di contrasto alla stigmatizzazione della malattia mentale, ha sottolineato che ormai il legame tra depressione e licenziamento o mobbing è assodato: chi ha un problema mentale a lavoro viene sistematicamente discriminato, e non è facile combattere questa deriva. “Eppure”, dichiara Baker, “si tratta di una condizione che può colpire chiunque. Tutti pensano che sia qualcosa che riguardi solo gli altri, ma si sbagliano. Quando si parla di depressione, gli altri siamo sempre anche noi”.

Adesso pensa al collega di lavoro sempre lamentoso e che tutti prendono in giro, quello definito ‘sfigato’, o paranoico o addirittura porta sfiga…Leggendo le 7 abitudini degli Infelici Cronici quanto ci metti ad etichettarlo per sempre nell’insieme I.C.? E tu? Ci hai mai parlato? Gli hai mai chiesto cosa lo assilli, lo renda infelice, qual’è veramente il suo problema? Perché non hai tempo o non ti interessa o non ti riguarda?

Una mia cara amica che ha sofferto probabilmente di una crisi depressiva per circa un anno, dovuta sicuramente ai cambiamenti verificatesi nel suo contesto famigliare, è stata addirittura lasciata dal marito con l’accusa di essere una persona troppo infelice per lui. Una scusa valida per chiunque non vada oltre le apparenze o non ricordi la luce che brillava negli occhi qualche anno prima della persona che si amava. Se si amava. E lui sicuramente, se leggerà quel “bellissimo” articolo, avrà conferma di ciò che pensava: che la moglie fosse una I.C. Bravissimo.

 

5) Quinto passo. Fai la differenza, non dare nulla per scontato.

Non dare la vita per scontata. Deve essere creata e può esserlo solo se scegli liberamente, solo se scegli in prima persona, direttamente.”

OSHO

 

Se sei arrivato fin qui complimenti e ti comunico che sei anche al temine del viaggio.

Ho finito.

Tu mi chiederai: e gli altri 2 passi? Chiaramente non ci sono, questo è un post che condanna i 7 step riduttivi, potevo forse rispettare la formula schematica pratica e veloce?

Dove volevo condurti in questo percorso credo tu lo abbia capito da solo. Viviamo in una società in cui solo la massa fa la differenza ma ognuno di noi, invece, avrebbe potenzialità uniche per far la differenza. Ma anche esigenze individuali, che ci rendono speciali e meravigliosi perché unici nel nostro genere. Non facendoci più bastare le banalità e il qualunquismo, decidiamo finalmente di prendere in mano le redini della nostra vita, anche solo per decidere come essere mentre facciamo l’amore e soprattutto cosa essere e come essere felici.

Pensa con la tua testa quindi. Quando hai il tuo primo appuntamento con quella persona a cui tieni tanto, prenditi cinque minuti per te e rilassati un attimo…senti le tue emozioni, la tua gioia, le farfalle nello stomaco, sentiti vivo

Cosa indossare, cosa dire, come sembrare è sempre meno importante di come ti senti dentro. Sei tu la persona più importante della serata e se tu stai bene con te, chiunque altro non potrà che gioirne. Sii te stesso e goditi le opportunità che la vita ti offre per sentirti vivo.

E per fare felice il tuo partner a letto hai bisogno di 10 regole? O decidi di vivere intensamente quei momenti come fossero i migliori di tutta la tua vita, con rispetto verso entrambi e le vostre necessità?

Certo, per le 7 cose sui mirtilli che non sapevi, non saprei che consigliarti un valido sito di botanica ma per i tuoi figli…per carità, ascolta il tuo cuore, ascolta loro soprattutto…ma ascoltali anche con gli occhi…

In quel tempo che ti manca o che non riesci a procurarti c’è la parte migliore di te, quindi procuratelo, alzati mezz’ora prima al mattino, guarda meno televisione la sera, molla quel giochino cretino sul telefono o le chiacchiere inutili su fb.

Non dare per scontato che lo farai più tardi o domani. Non procrastinare per pigrizia o negligenza.

Fallo tutte le volte che puoi. E’ solo in questo modo, volendoti bene sul serio, che sarai felice per sempre 😉

Una vera maturità accade solo quando apprendi come camminare su una corda sospesa nel vuoto. Quando hai la sensazione che stai per cadere a sinistra ti pieghi immediatamente verso destra; se ti pieghi troppo verso destra, per riequilibrarti inizi a pendere verso sinistra.

Quindi cerca di mantenerti nel mezzo.

La vita è come una corda tesa tra due sommità: se non cammini in piena consapevolezza, con sensibilità, con intelligenza, non raggiungerai mai l’altra sponda.

Osho 

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