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Appartengo ad una famiglia numerosa, cinque figli, che forse ‘una volta’ non erano neanche tanti. Ho conosciuto due famiglie composte una da quattordici e una da undici figli, una squadra di calcio dicevano sempre ridendo (e la prima anche con le ‘riserve’…), tra il primo e l’ultimo passavano vent’anni… Io invece, il primo figlio l’ho avuto a 32 anni, forse già tardi per aspirare persino a due ma l’aver deciso di non provare ad averne altri non è stata l’età ma il fatto di averla trovata una delle esperienze più difficili della mia vita…

Per questo, da sedici anni, la domanda che mi faccio più spesso di fronte alle quotidiane difficoltà o normali routines è una sola: “Per fare il genitore…bisogna essere dei geni? Ad oggi, l’unica risposta che sono riuscita a darmi, in base alla mia esperienza, al confronto con altri genitori ed al cosiddetto ‘senno di poi’, è che quand’anche si fosse nati dotati di un discreto q.i., fare i genitori sia uno dei lavori più difficili che esistano e che si possa imparare veramente solo giorno dopo giorno, sicuramente con l’esperienza, l’informazione e il confronto ma soprattutto con un gran senso di responsabilità.

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